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Il test Conconi

Il test Conconi

Determina la tua soglia anaerobica ed usa i dati per allenarti

Hai un cardio? Lo stai acquistando e vuoi utilizzarlo al meglio per allenarti? Ti diamo la possibilità di fare il test Conconi per stabilire qual’è la tua soglia anerobica così da poter calibrare i tuoi lavori specifici (ripetute o allenamenti di potenza aerobica).

Affari&Sport mette a disposizione i propri tecnici per eseguire il test Conconi, su prenotazione inviando una mail a Mino Passoni oppure prenotando in negozio.

Il costo del test è pari a 10 euro e il test verrà effettuato al centro sportivo CTL 3 di Bernareggio ( via Carlo Cattaneo, Bernareggio), in qualsiasi giorno dal lunedì al venerdì, cercando di accontentarti anche proponendo orari a te comodi.

 

In cosa consiste il test?
Il test di Conconi consiste, in pratica, nel raccogliere i valori della frequenza cardiaca a varie velocità di corsa e, poi, di metterli in un grafico in cui in ascissa c’è la velocità di corsa e in ordinata la frequenza cardiaca . Nel grafico che ne risulta si vede che l’insieme dei punti ha inizialmente un andamento rettilineo: i punti, insomma, si dispongono dapprima su una retta o poco sopra o poco sotto di essa; ad ogni aumento della velocità di corsa, in altre parole, corrisponde un aumento piuttosto costante della frequenza cardiaca. Ad una determinata velocità di corsa (tanto più elevata quanto maggiore è il livello prestativo dell’atleta), però, la linearità cessa e si ha una deflessione; la frequenza cardiaca, cioè, non sale più con lo stesso andamento di prima, ma – ad un dato incremento della velocità di corsa – corrisponde un aumento minimo della frequenza stessa.

La velocità alla quale si passa dal tratto rettilineo a quello curvilineo è chiamata “velocità di deflessione” e corrisponde molto bene alla velocità della “soglia anaerobica”, un dato quest’ultimo che è molto importante ai fini della determinazione, per esempio, dei ritmi ai quali compiere certi allenamenti.

 

Che cos’è la “soglia anaerobica”?
Si può capirlo se si pensa, innanzitutto, che i muscoli impegnati nella corsa possono lavorare se dispongono di una specifica “benzina” che si chiama ATP, una “benzina” che essi stessi si devono fabbricare. A basse velocità di corsa (per esempio a 15 chilometri l’ora per un campione come Stefano Baldini o a 12-13 l’ora per un mezzofondista o un fondista di livello regionale) i muscoli necessitano, per ogni minuto, di poco ATP e se lo fabbricano praticamente tutto con il meccanismo aerobico, quello nel quale interviene l’ossigeno che giunge ai muscoli attraverso il sangue. A dire la verità, una piccolissima quantità di questo ATP, anche a tali velocità, viene prodotto con il meccanismo lattacido, quello nel quale c’è la produzione di acido lattico. Ma questo acido lattico è in quantità minima e, via via che viene prodotto, passa dai muscoli nel sangue e dal sangue viene eliminato; siccome la quantità di acido lattico che dai muscoli passa al sangue è uguale a quella che viene eliminata, i suoi livelli nel sangue rimangono del tutto costanti.

Se la velocità di corsa aumenta (se, per esempio, Baldini passa ai 16 km/h, poi ai 17, ai 18 e così via), anche la produzione di acido lattico per ogni secondo si accresce. Siccome anche lo smaltimento aumenta, nel sangue non vi é accumulo di acido lattico, anche se l’atleta corre per vari chilometri di seguito.

Ad una certa velocità, però, questo equilibrio fra produzione e smaltimento si rompe: l’acido lattico riversato dai muscoli nel sangue è maggiore di quello che può essere eliminato. Questa velocità (che in Stefano Baldini è pari a circa 21 km/h e in un atleta di livello regionale sopra i 18 km/h) è proprio quella della “soglia anaerobica” e più o meno quella, come si è già detto, della deflessione nel test di Conconi.

 

Come si esegue in pratica il test?
Il test di Conconi può essere eseguito su una pista di atletica. Dopo un adeguato riscaldamento e dopo avere indossato il cardiofrequenzimetro, il corridore deve percorrere alcuni chilometri, variando la velocità ogni 200 metri  o meglio ogni 100 metri. All’inizio la velocità, tenendo conto del livello del corridore sottoposto al test, dovrà essere molto bassa; poi dovrà aumentare con lenta gradualità, ossia di circa mezzo chilometro l’ora ogni mezzo giro; tale incremento di velocità dovrà essere effettuato all’inizio di ciascun tratto di 100/200 metri; la velocità dovrà poi essere mantenuta il più possibile costante per la rimanente parte del tratto. Se il corridore dispone di un cardiofrequenzimetro che registra automaticamente i tempi e le frequenze cardiache, é sufficiente che prema lo specifico tasto al termine di ogni m.100/200. Dal tempo impiegato in ogni tratto si calcola la velocità media in quel tratto ( mt 100 o 200) .